


Rimini, 27 gennaio 2026 – L’Ospedale “Infermi” di Rimini segna una tappa fondamentale nel percorso di umanizzazione delle cure. Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), dopo una positiva fase sperimentale avviata nel 2017, diventano oggi una procedura di presidio ufficiale, estendendosi a numerosi reparti grazie a una sinergia esemplare tra sanità pubblica e associazioni del Terzo Settore.
Il progetto coinvolge attualmente circa 50 pazienti e tocca aree critiche e specialistiche come Oncoematologia Pediatrica, Pediatria, Hospice, Rianimazione, Neuropsichiatria Infantile, Psichiatria e Geriatria.
La forza dell’alleanza: le dichiarazioni
L’estensione del servizio è stata resa possibile dal contributo fondamentale de Germoglio, della Fondazione Amadori e dell’Istituto Oncologico Romagnolo.
Il sostegno della Fondazione Amadori e dell’associazione Il Germoglio
Particolare rilievo assume l’impegno del Gruppo Amadori, che interviene a favore della comunità attraverso i propri bracci operativi. Denis Amadori, Presidente dell’associazione Il Germoglio, ha parlato anche a nome della Fondazione Amadori sottolineando il valore olistico del progetto:
“Non solo i farmaci curano, ma anche ambienti funzionali accoglienti e belli. Questo progetto ci ha colpito profondamente per il suo contenuto di umanizzazione: osservare il sorriso dei bambini e la loro empatia con gli animali da compagnia ci ha impressionato per l’efficacia. Attraverso la Fondazione Amadori riusciamo ora ad ampliare il raggio d’azione anche alla rianimazione, psichiatria e geriatria. È il segno tangibile di una comunità matura che realizza cose meravigliose”.
La visione istituzionale e scientifica Il Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha evidenziato come l’ospedale stia diventando un luogo sempre più umano: “In momenti complicati della vita è di grande valore poter contare su questo tipo di terapia. Non è più un progetto sperimentale, ma una bella realtà che prende corpo nella nostra città”.
La dottoressa Francesca Raggi, Direttrice del presidio ospedaliero, ha ribadito la solidità scientifica della scelta: “La letteratura documenta effetti significativi sulla riduzione dell’ansia e del dolore. Non è un gesto simbolico, ma una co-terapia strutturata che richiede competenze professionali e procedure chiare”.
Un modello di riferimento nazionale Secondo Laura Contalbrigo (Centro di Referenza Nazionale IAA), Rimini rappresenta oggi un modello da esportare: “L’Italia è l’unico Paese europeo ad aver regolamentato questi interventi. Rimini ha costruito una procedura interdisciplinare che è l’incarnazione del concetto di ‘One Health'”.
Le origini e il futuro La coordinatrice del progetto, Samanta Nucci, ha ricordato la crescita del percorso: “Nato da un piccolo progetto nel silenzio di una sala riunioni, oggi è parte integrante di una cura globale. I bambini chiedono di venire in ospedale nei giorni in cui ci sono i cani”.Infine, i Direttori Generali Fabrizio Miserocchi (IOR) e Tiziano Carradori (AUSL Romagna) hanno confermato la volontà di proseguire su questa strada. Se Miserocchi ha ricordato l’ispirazione al modello del Meyer e il sostegno di partner storici come la “Nove Colli”, Carradori ha concluso con una riflessione personale sull’importanza degli affetti non umani: “Garantire qualità e umanità delle cure è un dovere costituzionale. Un animale è vivo e trasmette, permettendo di vivere la malattia con un’altra modalità”.